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La Parenzana di primavera (secondo me non piove)

Capita di programmare un viaggio in bicicletta con metodo, meticolosità e una giusta dose di entusiasmo. E’ quello che Annalisa e i suoi amici hanno messo in cantiere per scoprire la Parenzana. Un viaggio lento, alimentato dalla curiosità e dalla sensibilità per i paesaggi di queste terre. Ma quando il meteo ci mette lo zampino, aprendo la stagione delle piogge, i piani si complicano in questa primavera al rovescio. Ne esce comunque un’esperienza unica, che Annalisa fissa in maniera fresca e dettagliata che qui condividiamo con molto piacere. 

…e chissà che l’Istria non vi aspetti ancora con il sole!

Ciclabile Parenzana: da Muggia a Parenzo lungo la ex ferrovia istriana

Fu costruita a inizio ‘900 come linea ferroviaria per collegare Trieste e Parenzo, lunga 123 km: inaugurata nel 1902, l’ultimo treno partì da Trieste nel 1935.
Ora è una bellissima ciclabile, che percorre tre stati (Italia, Slovenia, Croazia) in un’unica splendida regione, l’Istria.

Noi abbiamo scelto di suddividerla in 3 giorni (con ritorno in auto): la distanza per buoni ciclisti è sicuramente percorribile anche solo in un giorno, ma per la ricchezza dei dettagli storici, la varietà del paesaggio, gli scorci, i panorami, le necessarie deviazioni e visite ai paesini (la linea ferroviaria passava ovviamente a una certa distanza dai paesi), le infinite tappe fotografiche, io suggerisco di organizzarla in almeno 3 giorni (meglio ancora 4).

Le nostre tappe:

1 giorno: Muggia – Buie (circa 60 km)
2 giorno: Buie – Motovun (circa 40 km)
3 giorno: Motovun – Porec (circa 40 km)

Il percorso è perfettamente segnato ed è pressoché impossibile perdersi perché a ogni bivio si trova indicazione: in Italia si segue FVG2 Adriabike, in Slovenia i cartelli blu D8 e in Croazia ci sono tabelle descrittive gialle.
Noi avevamo scaricato la traccia GPS (disponibile qui) ma direi che è superflua.

Quello che invece sicuramente è utile è avere con sé la guida di Viaggiare Slow La Parenzana in bicicletta (Ediciclo editore), perché offre moltissime informazioni, descrizioni, curiosità e dettagli che aiutano a vivere la ciclabile in modo consapevole: si torna molto più ricchi.

Per quanto riguarda il fondo stradale della ciclabile, i primi 50 km sono piuttosto semplici e per lo più asfaltati, ma in Croazia il fondo è sterrato ed è necessaria una MTB. Io non avrei mai potuto percorrerla con la mia city bike, è stata una buona idea noleggiare una MTB a Muggia presso il Rent Bike Viaggiare Slow (grazie al gentilissimo Fabrizio per la disponibilità e il supporto!).

Purtroppo questa volta il “secondo me non piove” non ha portato molto bene, le previsioni non promettevano nulla di buono, rivelandosi via via piuttosto precise; abbiamo deciso di partire ugualmente, ma pioggia, grandine, fango e umido non hanno reso le cose semplicissime. Abbiamo dovuto rinunciare ad alcune deviazioni e visite ai paesi e il secondo giorno è stato particolarmente faticoso.
EPPURE è stato un breve viaggio intenso e ricchissimo!

Impossibile qui raccontare ogni cosa.
Impossibile soprattutto descriverla tratto per tratto.
Citerò solo in ordine più o meno casuale le cose che più mi hanno emozionato.
La meravigliosa verdissima foresta di Montona/Motovun che riforniva l’Arsenale della Serenissima.
Il placidissimo fiume Quieto/Mirna che segna la valle come una morbida matita a punta grossa.
Le inconfondibili stazioni, i tunnel umidi, i viadotti sospesi nel verde profondo, i vigneti, i pini marittimi lungo la costa, il mare ovviamente, le piatte e silenziose saline di Sicciole, le goccioline tonde e fresche sospese sulle foglie, Buie sicura di sé, il muschio che ridisegna perfetto la trama dei blocchi in pietra all’ingresso del tunnel S.Vito/Sv. Vid, la cura di Grisignana/Groznjan città degli artisti, l’accoglienza ampia di Levade dopo tanto bosco, la doccia con vista sulla valle ai piedi di Montona, il Quieto, Montona ancora più bella se la raggiungi in bici e ti attende avvolta in un tramonto indefinibile, la polenta con il tartufo, il cippo 89, gli iris segno di cure passate a Raccotole/Rakotule, il centro di Visinada con la tariffa e la scuola, e poi i campi di terra rossissima curati come giardini, le persone affacendate nella cura della terra, i papaveri, le margherite, le orchidee, gli ellebori verdi, i cavalli… e infine ancora il mare.

28-30 aprile 2019

123 km almeno – dislivello complessivo… non pervenuto

Annalisa F.

Testo e immagini pubblicate sul blog di viaggi ed escursioni di Annalisa:

http://secondomenonpiove.blogspot.com/2019/04/ciclabile-parenzana-da-muggia-parenzo.html

 

2 Commenti

  • carlo
    16/10/2019 at 10:13

    Bell’avventura complimenti, il ritorno come lo avete affrontato? In bici o?

    Rispondi
    • ViaggiareSlow
      16/10/2019 at 12:44

      Rispondiamo per gli autori :): Il rientro durante l’estate, fino al 30 settembre si può fare con l’aliscafo da Parenzo a Trieste (triestelines), oppure negli altri periodi dell’anno è possibile disporre di un servizio Shuttle con collaboratori presenti in Istria. Per ulteriori info: info@viaggiareslow.it

      Rispondi

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